Sono entrato nel mondo del lavoro come dipendente una dozzina di anni fa. Ho fatto una bella carriera, con passione e passione e passione. Zero santi in paradiso, come la stragrande maggioranza delle persone che conosco. I raccomandati praticamente non so chi siano.

Quando ero direttore, per avere un appuntamento con me, ci voleva un anticipo di almeno 2 settimane. Ero così impegnato da non avere spazi liberi, neanche per Giorgio Napolitano. Incontri da un’ora ciascuno, tutto l’entusiasmo possibile da parte mia anche se spesso già sapevo che non c’era “trippa per gatti”. Però mi dispiaceva dire di no, ero concentrato su come non deludere, invece di ottimizzare il tempo, anche a favore della mia libertà. Ma chi mi credevo di essere? 

Quest’estate ho scritto una mail a quello che considero il più grande osservatore dei cambiamenti sociali, dei consumi, del marketing. Un visionario da milioni di libri l’anno.

Tre ore dopo ero a bere un caffè con lui.

Mi ha dato una lezione di vita. Non ha tempo per tutti, ne sono certo. Ma lo ha trovato per me. Come quando nell’inizio delle frequentazioni l’altro non ci cerca. È così giusto insistere? Oppure se fossimo davvero quelli giusti, le cose sarebbero molto più facili?

Porci qualche domanda in più non guasta mai.

Perché ci diamo così tanta importanza da aver dimenticato la differenza tra ciò che ci interessa e sarebbe stupendo e utile fare subito, a costo di avere solo un quarto d’ora e non mezza giornata intera, rispetto a ciò che non interessandoci non merita di essere posticipato a un inutile appuntamento dopo un mese, che farà perdere tempo a noi e a chi abbiamo di fronte?

Come possiamo abbandonare power point lunghi, noiosi e autoreferenziali per introdurre una sana chiacchierata in cui ci sintonizziamo davvero su chi abbiamo di fronte? Con l’interesse sano e costruttivo verso quello che gli piacerebbe sapere, con gli stimoli che possiamo creargli?

Cosa possiamo anticipare a oggi con l’obiettivo di cambiare la nostra giornata e quella del nostro interlocutore? Partire subito con l’uovo, nei rapporti, può far arrivare alla gallina di domani.

Aspettare la gallina è un’illusione diabolica.