Sorprendere chi viaggia spesso è proprio difficile. L’esotico più esotico oggi me lo immagino a Bali. L’allegria più allegra al carnevale di Rio. La spiaggia più spiaggia alle Seychelles. E poi penso a Lampedusa. A Viareggio. E mi rendo conto che la sorpresa spesso sta nell’inaspettato vicino a casa. Qualche domenica fa Seba mi ha portato di nascosto a Fidenza, vicino a Parma. Io, scontato come pochi, pensavo andassimo all’Outlet. Invece gli sfrecciamo accanto e ce lo lasciamo alle spalle: la destinazione era il Labirinto della Masone, un miliardo di canne di bambù che fanno perdere l’orientamento e mi lasciano decisamente senza fiato. Cerco di spiegarmi meglio in 7 perché.

1 Perché questo labirinto è immaginato da un pazzo

Franco Maria Ricci è un aristocratico, geologo, editore, designer. E collezionista pazzesco. E pazzo, perché solo un pazzo può avere l’idea di costruire un labirinto con venti specie di bambù differenti, in mezzo alla Pianura Padana. E i pazzi visionari vanno celebrati e celebrati e celebrati.

2 Perché non si tratta di un’esperienza rurale: è molto più chic di quanto si pensi

Al Labirinto della Masone trionfa la cugina prima della Piramide Cestia

Al Labirinto della Masone trionfa la cugina prima della Piramide Cestia

Il complesso è stato progettato da Pier Carlo Bontempi. Che per un disneyano DOC come me è famoso per aver progettato parte della cittadina Val d’Europe, accanto a Disneyland Paris. Ora, devo ammettere che visto da lontano riprende un po’ le geometrie e i colori dell’Esselunga. Ma visto da vicino diventa un incrocio tra una piccola reggia e la Piramide Cestia. Forme e materiali familiari. Colori della pianura e opere d’arte inaspettate.

3 Perché non siamo più abituati a perderci

Il navigatore (che nessuno chiama più così) e le mappe di Google ci hanno risolto un sacco di problemi e di perdite di tempo. Nel lungo periodo, però, ci stanno disorientando. Non siamo più abituati a esplorare, a ricordare la strada, a tirare giù il finestrino e chiedere – è pur vero che noi ometti sembra non lo abbiamo mai fatto.

Siamo cosi abituati a essere sempre nel posto giusto nel più breve tempo possibile, che si è persa la bellezza del perdersi.

E nel Labirinto della Masone ci si perde per forza almeno qualche volta. Quando credi di aver capito il trucco… hai sbagliato strada. Praticamente siamo diventati gli Indiana Jones di Cinisello Balsamo.

4 Perché il museo di Franco Maria Ricci ha dei pezzi strabilianti

Sfogliare le pagine del Codex Seraphinianus è come entrare in un sogno.

Sfogliare le pagine del Codex Seraphinianus è come entrare in un sogno.

Uno si spinge fino a Fontanellato per il labirinto di bambù, mi sembra chiaro. Che peccato, però, se non visita il museo al primo piano dell’edificio principale (che peraltro è incluso nel prezzo). Molte delle opere esposte non le capisco fino in fondo, sono proprio una capra, però mi ha colpito moltissimo emotivamente la biblioteca, con i libri editi da Franco Maria Ricci. E in particolare il Codex Seraphinianus: una sorta di codice atlantico di Da Vinci, ma così fantasioso, così colorato, così dettagliato, che vorrei entrarci dentro, a quel mondo. Ed essere improvvisamente capace di leggerne la scrittura immaginaria. Wow.

5 Perché il Labirinto della Masone è a un passo da Milano e pure da Bologna

Quindi è una gita ideale per questi weekend primaverili. O per saltare le lezioni, al riparo da occhi indiscreti. Non giurerei sia il posto ideale per il 25 aprile, perché se fosse stracolmo, diventerebbe più rumoroso e confusionario. Personalmente ho amato la pace che trasmette. E questa frase che mi fa sembrare così puro e riflessivo. 

6 Perché è un posto ideale per crogiolarsi al sole e per limonare

I giardini del Labirinto della Masone

Prendere fiato dalla vita quotidiana è quello che si fa in fondo a un labirinto…

Impossibile non simpatizzare con gli adolescenti (o post-adolescenti, tipo i miei coetanei 36enni) che si sdraiano sull’erba core a core. O che colgono gli angoli ciechi del labirinto per un veloce limone clandestino. Che ormai non capitano quasi più, con l’ansia che qualcuno ti fotografi e posti la foto chissà dove. E poi vabbè, non capitano quasi più perché secondo me la gente limona meno di una volta. Ma questo sarà oggetto di un altro post…

7 Perché al bar all’ingresso il cappuccino è ottimo

Non è mica una novità, voglio dire, siamo in Italia. Però se lo accompagnate con un dolcetto delizioso tipo una zuppetta inglese nel bicchiere, ciaone proprio. Dicono anche il ristorante sia molto molto buono – purtroppo non l’ho provato.

Se non vi sono sufficienti questi 7 buoni motivi (in particolare quello sul limone clandestino) per visitarlo, non siete più miei amici. Così, perché si sappia.