Kiss and drive

Sono un romantico. Profondamente romantico. Altro che kiss and drive.

Amo i baci in aeroporto. Non quelli frettolosi, dati sul marciapiede o rapidamente davanti alle porte scorrevoli. Mi piacciono quelli appassionati, il limone duro, davanti alla serpentina dei controlli. Quelli che intasano la fila. Quelli che quando finiscono hai ancora le farfalle nello stomaco e ti giri in continuazione a guardare se il tuo lui o la tua lei si girano verso di te mentre si allontanano. Ancora meglio: tornano indietro a darti un altro, ultimo bacio.

Amo quando si atterra e si frigge nel tempo che passa sul bus verso gli arrivi, mentre si aspettano i bagagli, mentre ci si trascina all’uscita – niente da dichiarare! E poi, le porte si aprono e aldilà delle ringhiere, tra i mille cartelli degli autisti di uomini d’affari che chissà da dove vengono, trovi la persona che ami. La riconosceresti anche a occhi chiusi. E fa partire la musica di Vangelis della Barilla anni ’80.

Amo i baci in stazione. Più ancora di quelli in aeroporto. Amo quando, negli ultimi minuti prima che il treno parta, le parole diminuiscono. Sale la tensione, si preannuncia la nostalgia. Quelle scalette ripide, un ultimo abbraccio che stritola e un bacio che un po’ sa di sale. E poi camminare lungo il vagone, vedere la persona che sistema i bagagli, che si siede. Quei sorrisi che squagliano il vetro del finestrino, che ora non si può quasi mai aprire per proteggere l’aria condizionata.

Amo il tabellone degli arrivi. 10 minuti di ritardo e il binario è il 18. L’adrenalina che sale, come faremo a trovarci in mezzo a tanta gente? Sarà come quando ci siamo salutati l’ultima volta o sarà cambiato qualcosa? Dove sarà il suo vagone – dimentico sempre dov’è la testa e dov’è la coda. E poi il treno si ferma con quella frenata stridula e assordante. Le porte che si aprono, la gente che scende ed eccoci qui, ancora io e te. Il bacio è così pieno, è quello del marinaio che tocca terra e dell’infermiera che resta di stucco.

Chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato. Perché adesso le parole chiavi sono Kiss-and-Drive. Ci si accosta con la macchina, giusto il tempo di far scendere chi accompagniamo. A Bologna. Abbiamo giusto 15 minuti per dirci ciao. A Malpensa. Ai binari non si va più, se non si ha un biglietto. A Milano.

“Scusi, sa, ci amiamo. Ci lascerebbe passare, che vorremmo proprio darci un bacio là, sul binario?”

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