Le ricette della nonna Enrica comprendevano anche una bella giornata di sole e vento come antidoto alla malinconia.

È pur vero che il lunedì si inizia la dieta. E poi si fallisce miseramente entro il venerdì (quelli bravi fanno così: io invece fallisco già il martedì). È pur vero che le nonne sono bravissime a fare i dolci. Tranne la mia, che era campionessa di pastasciutte. E comunque non era l’unica, pur chiamandosi Enrica e non Pina.

Mi ricordo tutti i tentativi di preparare torte. In particolare quella di mele, finiva sempre con un profumo buonissimo. Io la raggiungevo in cucina neanche fosse la pifferaia di Hamelin. E la beccavo curva sulla pattumiera a buttare tutto via: “Niente, Massi, una porcata!”. Poi in realtà il profumo era così buono che sarei andato a riprendere gli ingredienti dalla rumenta, ma lei mi stordiva con un “e se facessi un risottino?“.

Gioia #8 – Le ricette della nonna (Enrica o Paola o Lina o come si chiama la vostra)

Nelle ultime settimane abbiamo evitato come la peste di trascorrere un lunedì comune, perché molti di noi hanno fatto un ponte, messo nel polident la dentiera da vampiro, giocato con i Lego o sparso brioche come polvere fatata. Mille polemiche su quanto sia consumistica Halloween o su quanto ormai faccia parte delle nostre abitudini un po’ blasfeme.

Questo lunedì potremmo trovare una nuova occasione di festa: ripensare ai profumi, ai colori e ai sapori di quando c’erano le nostre nonne. Tirare fuori una ricetta e prepararla con le nostre mani. Mettere su Facebook una foto di quando nostra nonna era giovane, insieme a un aneddoto che fa così parte di noi. Una giornata dedicata a persone così carine e importanti, pure se stronzette qualche volta, diciamocelo. E per chi la nonna ce l’ha ancora, farle una sorpresa, presentarsi a casa sua con i bignè.

Io sono distante, a Orlando per l’esattezza, ma appena tornato preparerò una bella pasta con la pancetta sfrigolante e le verdure spadellate. Una spaghettata di quelle che pure i regnanti d’Inghilterra se la sognerebbero. E poi stapperò un buon prosecco, preparerò una tavola colorata e scoordinata. E brinderò alla mia nonna Enrica.

E voi, quali ricette della nonna recupererete dal cassetto?

PS: Oggi, poi, sarebbe proprio il suo ottantasettesimo compleanno. E mi sento così grato per averla avuta nella mia vita. “Mi manca già la donna seduta a quel tavolo. Queste donne non sono un pericolo, ma la spinta di tutto”. Tra la strada e le stelle.