Eccola, la stramaledetta prova costume.

I telegiornali ce la ricordano al pari di ogni altra sventura, verosimilmente mentre stiamo addentando l’ultimo spicchio di pizza cafona. Quella con gorgonzola e speck.

Lo appoggiamo sul piatto, smangiucchiato sulla punta ma intatto nei bordi. Guardiamo inorriditi le pochissime briciole rimaste dai bocconi precedenti. Facciamo un bel respiro. Ci alziamo, non senza esserci puliti la bocca sporca di pomodoro.

Alteri e flessuosi come una corriera di montagna ci inandiamo verso l’armadio. I costumi da bagno sono proprio in fondo all’ultima scatolotta rimasta intatta dopo il cambio primaverile dell’armadio. Eccoli, ci sfidano immobili – loro non hanno mica bisogno di bruciare calorie.

Che alla fine, non è che questo inverno abbiamo poi mangiato chissà cosa. D’accordo, abbiamo sgarrato un po’ durante le feste. Ok, le gite in Valtellina potrebbero non aver aiutato. Va bene, la focaccia forse era un po’ più di un assaggio. In fondo, l’hamburger era vegano. E con la sua cucina, la nonna ha vissuto ben oltre gli 80.

Lentamente, accompagnando il crescente disagio con un bel gran finale da Carmina Burana, sfiliamo gli slip (o i boxer – non iniziamo la diatriba “meglio slip o boxer” proprio ora, però).
E infiliamo il costume.

Entra.

Già una bella notizia.

Certo, quei salsicciotti spremuti non sono proprio il massimo… Però in fondo ora mangeremo solo centrifugati e acqua. Quindi non mangeremo. Salsicciotti, bye bye.

Ci giriamo su noi stessi. Non sta mica così male.

Possiamo gioire. Ricominciare a cantare Beach on the beach come i Trettré tanti anni fa.

Prova costume, superata.

Magari con riserva, ma in fondo, chi è che avrà voglia di mangiare lasagne e amatriciana questa estate? Mica noi, no?

Vabbè, che poi a pensarci bene, il costume dello scorso anno è pure un po’ sbiadito. E i colori non sono più così alla moda. Quasi quasi ne compriamo un altro. Magari di una taglia in più. Sì che poi la perdiamo, ma nel frattempo…

#millegioie