Nomade digitale? C'est moi!

Ogni volta che qualcuno mi dice “beato te che viaggi un sacco” ho sempre l’impressione le persone credano io non stia lavorando. Sono semplicemente diventato un nomade digitale!
Di quelli che hanno sempre il Mac dietro – nel mio caso avvolto da una custodia di Paperino. Dentro? Tutta la mia vita. Le foto di quando ero piccolo, decine di cartelle che mi possono essere utili per qualsiasi tipo di presentazione, le e-mail mandate e ricevute negli ultimi 20 anni. Ok, forse potrei anche fare un po’ di pulizia…
Lavorare da remoto è una delle più grandi conquiste dell’uomo.

Pro e contro di essere nomade digitale

Sei sempre al lavoro. Ventiquattro ore al giorno, sabati e domeniche.
Non stacchi mai, perché ovunque vedi opportunità.
➖ Puoi avere una crisi isterica solo perché la batteria del laptop è quasi scarica.
➖ Ti senti in colpa a giocare a Sim City.
➖ È facile distrarsi, perché attorno hai mille stimoli.
➖ Ingrassi lavorando dai bar: daje de muffin e de cappucci

➕ Lavori dai posti più belli del mondo.
➕ Non hai orari da ufficio, non timbri, ti organizzi come vuoi.
➕ Conosci un sacco di persone in più che con un lavoro fisso.
➕ Risparmi benzina, stress, insulti ai semafori.
➕ Se fa freddo e piove e c’è traffico, tu lavori da casa.
Fa molto figo dire che sei un nomade digitale.

Quindi, cosa c’entra la Francia?

Se non sapete quanto siete pronti per lavorare da posti belli, ecco che spuntano i FrenchNomad. Praticamente vi mettete in lista e se venite scelti potete lavorare dal 4 settembre al 3 ottobre da Marsiglia in un contesto che vi farà dimenticare l’arrivo dell’autunno. Costa 2.000 $ per una camera privata, uso degli spazi comuni come ufficio e di una WiFi da urlo.
Roba che se avete dei dubbi, diventate nomadi in 3 minuti e ciaone.

E se voleste da subito una cosa ancora più super-chic?Nomade digitale sì... da uno yacht club.

Ah beh. Allora Angela consiglia assolutissimamente Roam. I prezzi partono da 500 $ a settimana e ve li vorrei argomentare con poche parole: Bali, Londra, Tokyo, Miami. Ça va sans dire. Un solo account e cambiate destinazione quando volete. Saluti ai contratti di affitto-capestro, al preavviso di 6 mesi.
Job Trippin’ propone invece l’America Latina, con cambi di destinazione inclusi: 6 mesi in 6 città diverse.
Detto ciò, si può essere nomadi digitali senza spendere follie e vivendo esperienze straordinarie comunque. Usando Couchsurfing. Affittando un appartamento a Lisbona e mettendo il proprio su AirBnb. Godendosi un risveglio a Katoomba o una serata alla Balera dell’Ortica; a due passi dal Morissolo o in attesa di una serata a New York. Più semplicemente, lavorando da casa davanti al bollitore fumante.

NB: Dopo aver pubblicato questo post, Claudio mi ha consigliato di sbirciare il coworking temporaneo vista mare a Siracusa; Angela per Bali ha aggiunto Hubud; Matteo ha segnalato un portale intero dedicato ai Nomadi Digitali. 💼

Gioia #33 – Diventare nomade digitale

Nomadi si nasce.
La voglia di autogestirsi.
Di scegliere ogni giorno dove e come.
Uscire dagli schemi.
Assumersi responsabilità.

Io la trovo decisamente una delle #millegioie. Buon lunedì!