Le giornate si stanno allungando.

Non ce la posso proprio fare ad apprezzare l’inverno. Quel buio di metà pomeriggio che rende le belle giornate troppo corte e quelle stressanti troppo strizzate.

È nel vedere ogni giorno un minuto di sole in più, che la voglia di mojito sulla spiaggia, di birretta sui navigli, di bike sharing e di concerti ritorna presente. Butto fuori la testa dalla nebbia e penso “dai, che arriva la primavera”. Che poi mica arriva subito.

Così in questo weekend a Barcellona sono andato a curiosare più del solito in una città che mi sembra di conoscere bene, solo perché l’ho vista tante volte.

E penso a quante persone crediamo di conoscere bene, solo perché le abbiamo viste tante volte.

Invece ho passeggiato in quartieri che bazzico poco, sono entrato e uscito da mille porte, ho creato un piccolo itinerario basato su cosa c’è di nuovo e cosa potesse ispirarmi di più.

E ho riscoperto che Barcellona è più bella che mai. Ho scoperto librerie indipendenti, negozi in cui avrei comprato tutto compreso il bancone, comignoli modernisti, bar in cui il sorriso è vero, nuove vetrine che aprono e la storia di un ragazzo italo-tedesco che vi racconterò presto.

Ecco perché non ho resistito: ho iniziato a scrivere una MiniMaxGuide. Un paio di pagine, concisa e dritta al punto, intrisa della mia Barcellona. E penso che potrei scriverla anche su Genova o su Monza. E chissà quanti amici potrebbero contribuire a scrivere quella della propria città. Un modo per apprezzare quello che si ha, un modo per condividere con gli altri la nostra visuale.

Scrivere una MiniMaxGuide di una città che si ama

O una MiniManuGuide, o una MiniElenaGuide… Ognuno di noi può buttare giù un piccolo elenco di 10 posti che amiamo. Quelli che rendono ai nostri occhi così speciale il posto in cui viviamo. E può condividerlo per aggiungere un altro pezzetto di felicità alle #millegioie del lunedì.

PS: La MiniMaxGuide di Barcellona sarà scaricabile gratuitamente molto molto presto. Molto.