Questa settimana siamo a Cairns, amena (sic!) località costiera nell’angolino in alto a destra della cartina australiana, che abbiamo usato come campo base per andare a vedere il reef e per visitare Kuranda, paesino sperduto in mezzo alla foresta pluviale. Con l’occasione, ci siamo innamorati di Patrick e Sue e della loro splendida Kuranda Ngorongoro Lodge.

Cairns, l’amenità e la scortesia dei tassisti

Appena atterrati ci sono subito chiare due cose.

  1. Qui non c’è Uber. E lo si nota dalle tariffe e dalla scortesia allucinante dei tassisti, che neanche scendono per aprire il portabagagli.
  2. Gatteo Mare è stupenda, al confronto. Cairns è strapieno di negozi, belli e brutti, si mangia ottimo cibo giapponese, ha un bel lungomare. Per il resto è orrenda. Agglomerato di prefabbricati come nelle zone industriali della Florida, agenzie turistiche che ti vendono la qualunque a ogni angolo.

Quindi passiamo in città meno tempo possibile. Ci godiamo invece una bella escursione al reef con una barca un po’ vecchiotta e una ciurma giovane e simpaticissima. E poi prendiamo la Kuranda Scenic Railway e scappiamo da qui.

L’ospitalità è sacra a Kuranda

Questo ci è sembrato chiarissimo dal primo momento in cui abbiamo messo piede a bordo della ferrovia storica che porta in cima al monte. Tutto il personale è così gentile, ma così gentile, ma così gentile che sembra di essere a Disneyland.

Gentili i baristi, gentili all’ufficio del turismo, gentili nei negozi, gentili i nostri ospiti, che ci hanno scarrozzato su e giù per la montagna dieci volte.

Patrick e Sue della Kuranda Ngorongoro Lodge

1. Patrick e Sue della Kuranda Ngorongoro Lodge

Patrick è un esploratore. Fotografo, pittore, body builder in gioventù, attore e appassionato di animali selvaggi. Sue è hippie, innamorata degli animali, si prende cura degli umani, mette cuore e buon gusto in ogni cosa che fa.

Lui belga, lei neozelandese.

Hanno vite precedenti dense e rigenerate più spesso delle cartucce delle stampanti. E decisamente contengono più colori. Lei era ancora sposata quando si incontrano in un safari in Africa. E l’amore, si sa, che quando arriva mica chiede permesso. Condividono talmente tanto in sensibilità e passione, che la scelta di passare una vita insieme è quasi obbligata.

Girano il mondo. Letteralmente. Decine di paesi africani, l’Europa, il Sudamerica, l’Asia. E poi arrivano in un posto in mezzo al nulla.

Kuranda, la giungla e la savana a 2 ore da Cairns.

Da un po’ cercavano un luogo dove stabilire un nido d’amore. E lo trovano in cima all’Australia, in mezzo alla foresta pluviale, sul pendio di una montagna, a due ore da dove uno crede che si vada solo per fare snorkeling.

Vogliono creare il loro bed and breakfast e prendersi cura degli animali, perché è una vita che fanno questo. Così prendono in mano una casetta sperduta tra i fichi e le palme, dove la sera il primo lampione è a un paio di km. È lì che portano tutti i loro cimeli, in particolare quelli dei viaggi in Africa e le migliaia di libri che hanno. Un centinaio dei quali sono i loro libri, quelli con le foto meravigliose che hanno fatto intorno al mondo.

Niente avorio, quello sta bene solo addosso agli elefanti. Niente trofei di caccia, in salotto hanno un rinoceronte di plastica. Intorno a casa, decine di uccelli e pappagalli che i ranger locali gli affidano perché possano essere curati. E appena possono, li rimettono in libertà. A eccezione di Fritz, un cacatua che si crede un umano ed è follemente innamorato di Sue.

Ecco che in mezzo alla foresta pluviale, è arrivata la Savana.

L’Africa ha incontrato l’Australia. Persone gentili spargono ovunque energie positive. 

Che fico! Un fico stritolatore in mezzo alla rainforest.

6. Che fico! Un fico stritolatore in mezzo alla rainforest.

Patrick ci porta a bordo di una jeep da Indiana Jones a vedere una pianta di fico secolare che stritola un albero al suo interno. Sue ci fa trovare un lodge tutto nostro profumato e accogliente e convince Fritz che no, non siamo suoi pretendenti.

Io passo la notte in video-call con gli altri coach di altMBA e sono avvolto dai rumori della foresta. Gli uccelli che si addormentano, le cicale che russano, le foglie che si muovono, la pioggia che arriva dolce e poi torrenziale, l’alba alle 5 (aiuto, no dico, aiuto), il mondo che si risveglia.

Se non è magia questa.

La magia di chi sa accogliere.

Di chi racconta storie.

Chi abbraccia e non stritola, anche se è un fico.

E chi non vuole vendere ciò che non ci serve e al contrario si prende cura di rendere unico e speciale ciò che abbiamo scelto.


Abbiamo incontrato altre persone speciali anche a Katoomba, sempre in Australia e l’abbiamo raccontato qui.